giovedì 10 dicembre 2009

ISOLA DI USEDOM (NEL MAR "BALTICO").

DALLA SPIAGGIA NATURISTA (in territorio tedesco) al centro di Swinoujscie (in territorio polacco) ci vogliono venti minuti.
Il confine tra Germania e Polonia sarebbe quasi invisibile, se non fosse per il sentiero che spunta dalla foresta, alcuni pali solitari e una strada a due corsie.
Dove prima c'erano i soldati, ora ci sono i turisti in bicicletta che fanno una sosta su un terreno ricco di storia.
L'isola di Usedom nell'ultimo millennio è stata spesso territorio di conquista, per gli slavi, i danesi, gli svedesi e i prussiani.
A Peenemunde i nazisti costruirono uno dei primi missili, il V2.
Nel febbraio del 1945 l'aviazione statunitense bombardò Swinoujscie.
Poi venne l'Armata rossa e poi la guerra fredda.
Di tutto questo non è rimasto traccia sulla spiaggia polacca.
C'è un castello gonfiabile, un gigantesco scivolo acquatico e tanti bambini.
I lungomare invasi dalla musica pop nel fine settimana richiamano giovani tedeschi da oltre confine.
I ragazzi indossano gli stessi pantaloni attillati e le stesse magliette corte dei teenager polacchi.
"Vestiti-svestiti" li definirebbe lo scrittore Hans-Ulbrich Bauer, nato nel 1944 a Swinoujscie e autore di un libro sull'ipocrisia dei turisti del Baltico.
All'inizio del novecento, durante gli eleganti balli berlinesi, si potevano ammirare seni ondeggianti che però in villeggiatura erano scupolosamente coperti.

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