giovedì 29 aprile 2010

STATI UNITI ("ALASKA").

INFORMAZIONI PRATICHE.

DOCUMENTI.
Dal gennaio del 2009 per andare negli Stati Uniti senza visto è obbligatoria una particolare autorizzazione, l'Esta (Electronic system for Travel authorization).
Per maggiori informazioni consultare il sito dell'ambasciata statunitense in Italia: italy.usembassy.gov o chiamare il numero 899 343 432.

ARRIVARE.
Il prezzo di un volo dall'Italia (Us Airways, United, British Airwais,) per Anchorage parte da 895 euro a/r se si acquista il biglietto con largo anticipo.

CLIMA.
Nell'Alaska meridionale (la regione che comprende Anchorage, Seward e Homer) il clima è mite grazie alle correnti del golfo dell'Alaska e anche all'omonima catena montuosa che blocca il vento del nord.
A MIO AVVISO E' UTILE SAPERE CHE:
In Italia esiste una attività che da più di 35 anni produce e commercializza "BANDIERE E RELATIVI ACCESSORI", da utilizzo sia per interni che per esterni, partendo dalle bandierine da tavolo e arrivando fino ai pennoni in alluminio oppure in vetroresina da mt. 5 a mt. 40.
L'attività in oggetto è la "B.A.F.A. BANDIERE".
(vedi catalogo in internet).
PROFILO DELL'AUTORE E INDICE VIAGGI A INIZIO BLOG "ERMANNO RARIS"
SCOZIA (LE "HIGHLANDS").

UN SILENZIO SIMILE ALLA CALMA che caratterizza le Highlands.
Anche questa terra, come ho scoperto, un tempo era abitata.
Agli inizi dell'ottocento, però, alcuni avidi proprietari terrieri decisero che era più redditizio allevare pecore e cacciarono i contadini.
Questo evento storico è noto come le "clearences".
La parola "clearence" (sgombero), entrata nell'uso corrente molto tempo dopo i fatti a cui si riferisce, è di per sè offensiva: racchiude l'idea che gli esseri umani si possono rimuovere (clear) come erbacce o macerie.
A differenza delle "clearences", la "nakba" palestinese ha colpito una generazione che oggi è ancora viva.
Ma il tempo non è l'unico fattore che conta.
I palestinesi, proprio come gli scozzesi, hanno la memoria lunga.
Mentre la mia mente si abbandonava alle somiglianze tra la storia e la natura delle Highlands e quelle della terra dove sono cresciuto, mi sono ritrovato in cima all'Aonach Eagach.
La signora sarebbe stata fiera di me.
Convinto che da una posizione così elevata avrei visto solo altre cime di colline, ho scorto invece davanti a me un altro laghetto idilliaco, adagiato sulla cima della collina e alimentato da un piccolo fiume che proseguiva il suo cammino verso un'altra valle e un'altro lago.
Era un paesaggio silenzioso e isolato dove potevo proiettare altri pensieri ed emozioni e mettere alla prova la mia idea di posto isolato e selvaggio.
La Palestina (oppure Israele) è troppo piccola per avere luoghi di evasione come questo.
Nelle Highlands la perdita di una cultura non è stata compensata da un'altra.
I proprietari terrieri che cacciarono i contadini non insediarono il loro popolo per sostituirli.
E così la terra è ridiventata quello che era: valli, fiumi e laghi deserti, che offrono agli escursionisti una vista magnifica su una terra incredibile e sembrano stare lì solo per essere ammirati.
Con quella terra stupenda davanti ai miei occhi, ho pensato ai tanti motivi per cui la storia del mio popolo mi fa arrabbiare e continua ad alimentare questa collera.
Quando cammino porto sempre con me un oeso enorme, che mi opprime e mi sfinisce.
Ma attraversando quella bella valle e salendo per quelle colline ho capito le cause della mia rabbia, liberandomene un po' alla volta: la rabbia di chi vive sotto occupazione straniera in una terra che è sempre meno accessibile ai non ebrei.
Camminando ho continuato a rasserenarmi e, arrivato in cima alla collina ansimante e senza fiato, mi sono accorto di essermi sbarazzato di gran parte di quel peso.
Mi sono fermato per riposare e mentre respiravo profondamente mi sono sentito liberato, con la mente leggera.
Quella lunga camminata mi aveva aiutato a scacciare la rabbia.
Sollevato e rinvigorito, ho pensato a quello che Robert Macfarlane scrive in "The wild places:"Siamo caduti e ci siamo rotti in mille pezzi, ma la natura può ancora restituirci a noi stessi".
Per questo continuo a tornare nelle Highlands.

mercoledì 28 aprile 2010

SCOZIA (LE "HIGHLANDS").

PERSONE RIMOSSE.

"Stia attento, il piatto è molto caldo", si è raccomandata la cameriera che ci ha servito.
Avevo ordinato la colazione vegetariana scozzese completa, l'ho divorata.
Mi sentivo carico e pronto ad affrontare una lunga passeggiata.
Mentre la cameriera raccoglieva i nostri piatti sporchi, ho fatto quattro chiacchiere.
All'inizio abbiamo parlato dei suoi cani.
Sono stato sorpreso quando mi ha detto di avere cinque cani da pastore.
"Come mai così tanti?.
"Badano alle pecore.
Mio marito ne ha cinquecento", ha spiegato con orgoglio.
"Allora siete ricchi?", ho chiesto.
"Oh no! Non sono nostre.
Mio marito fa solo il pastore".
E' stato questo scambio di battute a spingermi a scoprirne di più sulla storia delle Highlands.
Così ho saputo della grande tragedia che nel settecento e nell'ottocento ha segnato la vita degli abitanti del posto, creando tutti quei fantasmi con le loro mille storie da raccontare.
Quando siamo tornati a Glen Orchy per un'altra vacanza il tempo è stato più clemente.
Abbiamo cominciato una passeggiata della vecchia strada militare, costeggiando una foresta.
A sinistra scorre il fiume Kinglass.
In quel punto è più largo e le acque scorrono lente.
Il letto, poco profondo, è cosparso di pietre tonde e luccicanti.
Mi sono fermato per ammirare la vista meravigliosa del fiume che si getta in un'ampia valle.
Davanti a noi, fin dove arrivava lo sguardo, c'erano altri "loch", le colline e un sentiero che avrebbe richiesto giorni e giorni di cammino per arrivare in fondo.
Ho pensato al principale fiume della Palestina, il Giordano: è impossibile passeggiare lungo le sue rive, perchè il fiume è ingabbiato dietro il filo spinato dal punto in cui lascia il lago di Tiberiade fino al mar Morto.
I morbidi contorni delle verdi colline della Galilea in primavera,dove sono andato a passeggiare poco tempo fa.
Cercavo i villaggi dove un mio prozio si era nascosto durante la prima guerra mondiale per non farsi arrestare dalle forze ottomane.
Quei villaggi sono stati tutti distrutti nel 1948, quando è stato fondato lo stato di Israele.
Sgomberata dai suoi abitanti, ora quella terra è usata per coltivare orzo e grano.
Ho provato a immaginare come doveva essere sessant'anni fa, quand'era animata dal lavoro di semplici contadini, dai versi dei loro animali e dell'allegra vita del villaggio.
Ora, invece, quella terra è silenziosa, tranne che per il sussurro del vento tra gli steli del grano.

martedì 27 aprile 2010

SCOZIA (LE "HIGHLANDS").

IN SCOZIA era tutto nuovo per me: i paesaggi e le loro atmosfere, i colori tenui, così diversi dalla luce cruda e accecante delle colline palestinesi.
L'aria, satura d'acqua, è più pesante e fresca, mentre nei dintorni di Ramallah è secca, leggera e fragrante a causa delle tante erbe che crescono da quelle parti.
Le nuvole in Scozia si muovono rapidamente e il sole fa solo qualche breve apparizione.
Quando brilla attraverso le nubi spesse, le colline si riflettono nei "loch", i laghi.
Sulle nostre colline il paesaggio è più uniforme: i letti dei fiumi asciutti non riflettono nulla.
Non riuscivo a immaginare due paesaggi più diversi.
Quello scozzese è aperto e pieno d'acqua, quello palestinese è inframmezzato da strade e insediamenti ebraici, e per sei mesi all'anno è desertico.
Non avendo familiarità con la brughiera, procedo con cautela.
Non potevo sapere cosa mi sarebbe successo se avessi lasciato il sentiero: avrei potuto posare i miei piedi fiduciosi su un terreno melmoso e senza fondo, sprofondando come nelle sabbie mobili del deserto?
A cena quella sera, seduta a un altro tavolo, c'era una signora dall'aria maestosa.
Il cameriere la chiamava La signora.
Era una vedova e quel giorno festeggiava i suoi ottant'anni.
Veniva dalla città costiera di Helsenburgh ed era un'ospite abituale dell'albergo da molti anni.
L'unico cameriere, un uomo magro e sulla quarantina, pur essendo completamente ubriaco riusciva a fingere una grande deferenza nei suoi confronti.
Forse anche eccessiva, piegandosi e inchinandosi così tanto mentre la serviva da far cadere un po' di cibo sulla tovaglia immacolata.
La signora l'ha rimproverato con aria tirannica.
Il cameriere si è precipitato in cucina ed è riemerso con una bottiglia di vino rosso d'annata, presentandolo come un regalo della casa per il suo compleanno.
La signora ha accettato con molta classe e si è messa a sorseggiare il vino, diventando sempre più loquace.
"Dove andate a passeggiare domani"?, ha chiesto a Penny.
"Nella valle, prendendo il sentiero lungo il fiume".
"Io amo solo le cime", ha dichiarato La signora.
"Mio marito, quand'era vivo, arrivava a metà della salita.
A quel punto me lo lasciavo dietro e andavo avanti per conto mio.
Io sono una donna fatta per le cime ", si è vantata l'anziana signora, che a quel punto quasi non si reggeva più in piedi.
La conversazione è finita lì.
Non essendo evidentemente "fatti per le cime" come lei, eravamo considerati indegni e avevamo perso ogni interesse ai suoi occhi.
SCOZIA (LE "HIGHLANDS").

LE TERRE DEL SILENZIO.

"Le Highlands scozzesi viste dallo scrittore palestinese Raja Shehadeh, che ha scoperto inaspettate similitudini tra la brughiera e la Cisgiordania".

Sono nato in una terra di colline ricca di storie e abitata da un popolo tenace che vuole raccontare a tutti i costi.
Non sapevo che fosse lo stesso per le Highlands.
Con mia moglie Penny avevamo prenotato una stanza all'hotel Inveroran, a Glen Orchy, vicino al ponte che ha lo stesso nome.
Abbiamo scelto questo albergo perchè nel 1803 William Wordsworth e sua sorella Dorothy avevano alloggiato qui durante il loro viaggio nelle Highlands.
Eravamo sicuri che il grande poeta romantico sarebbe stato un'ottima guida per le passeggiate.
E' stato grazie a un inglese che ho conosciuto questi luoghi unici e particolari nel nord della Scozia.
Abbiamo preso un treno da Edimburgo a Bridge of Orchy, un'esperienza entusiasmante.
Non ho avuto molte occasioni di salire su un treno: usare le linee ferroviarie per spostarsi in Palestina o verso i paesi vicini non è più possibile dal 1948.
Quell'anno, la nascita dello stato di Israele ha causato l'interruzione delle linee di comunicazione tra le diverse zone delle terre arabe del Levante e verso quelle più meridionali dell'Hijaz e del Nordafrica.
Alla stazione ho avuto il mio primo incontro con i moscerini, degli insetti mai visti prima.
All'inizio ho pensato di avere qualcosa che non andava in me.
Mi prudevano la faccia, il collo, le mani e ho notato quelle creature microscopiche che mi volavano attorno.
Possibile che fosse tutta colpa loro?
Più agitavo le braccia e più mi assalivano.
Era insopportabile.
Mi sono precipitato fuori dalla stazione inseguito da una nube irritante d'insetti.
Dopo aver ammirato la natura incontaminata delle Highlands, ho avuto qualche incertezza a condividere la gratitudine di un abitante delle Highlands nei confronti dei moscerini: "Se non fosse per loro, i turisti avrebbero rovinato questi luoghi già da tanto tempo".
Abbiamo lasciato le valigie in albergo e siamo usciti subito per fare una passeggiata e sfruttare le poche ore di luce rimanenti.
Per la prima volta nella mia vita mi sono trovato in mezzo a una brughiera.
Sono stato avvolto da un profondo silenzio, diverso da qualsiasi altro.
Quello che colpisce non è l'assenza di suoni.
La brughiera, infatti, sembra respirare emettendo profondi sospiri, mentre un vento lieve attraversava l'erba e le felci impregnate d'acqua.
Io sono abituato al silenzio delle colline palestinesi vicino a Ramallah, la città dove sono nato.
Spesso mi siedo lì, all'ombra di un pino, per godermi il fruscio del vento che passa tra gli aghi profumati.
Quel suono ritmico e intermittente sopra la mia testa non dura mai a lungo.
Il gemito del vento nella brughiera, invece, è profondo e continuo.
Sembra arrivato da lontano per dar vita a una landa antica e desolata.
Il suono nasce in basso, quasi all'altezza dell'orecchio, e si diffonde sul paesaggio piatto, prima forte e poi debole, poi di nuovo forte, libero dall'intralcio degli alberi.
E' un suono triste, simile a un lamento.
Il rumore del vento è interrotto solo dallo scorrere dell'acqua.
Mi è tornato in mente un paesaggio molto simile: i ghiacciai, dove l'acqua scorre sotterranea e di cui si riesce a sentire il rumore solo ascoltando con attenzione.
Una volta, camminando sulle Alpi svizzere, stavo per avventurarmi su uno di questi ghiacciai.
Ho chiesto a una guida italosvizzera se fosse prudente.
"Cadi in un crepaccio ed è la fine".